Sono nato il 24/02/69
a Macerata. Dopo la maturitą classica mi sono laureato
in psicologia delle arti al D.A.M.S. di Bologna
con una tesi sugli aspetti psicologici della caricatura:
era il 1992 ed ancora non sapevo che pesci pigliare,
professionalmente parlando, visto che nel disegno
sono completamente autodidatta e non ho mai
frequentato nč liceo artistico, nč accademia di
belle arti o istituti europei di design vari, a
parte una fugace esperienza durante l'universitą
al corso di fumetto "la nuova Eloisa",
dove ho avuto per docente anche Vittorio Giardino.
Tutti, fin da bambino
mi hanno incoraggiato a coltivare la passione
per il disegno visti i discreti scarabocchi che
facevo un pņ ovunque, ma la mia grande passione
sono stati sempre i fumetti: dal Giornalino (dove
all'asilo hanno pubblicato il mio primo disegno)
al Corriere dei Piccoli a Topolino e
a tutti i supereroi di casa DC e Marvel.
La svolta professionale
che non avrei mai immaginato avviene nel ' 93 quando
Carpi mi chiama a far parte della neonata Accademia
(allora mi ero trasferito a Lodi perchč lavoravo
presso un'agenzia pubblicitaria di Milano come
storyboarder, con poco profitto e poca gloria) :
dopo un anno di corso, sono tra i pochissimi che
iniziano a lavorare sul serio prima su Minni e
le Giovani Marmotte (devo molto alla Elisa
Penna, almeno economicamente parlando) dove ho
disegnato di tutto, dalle storie, alle copertine,
ai redazionali : ho collaborato alla guida delle
nuove GM e ho inventato, graficamente parlando,
i "cattivi" come Darkus, il prof. Zero
e mr. Trouble.
Poi sono passato
a Topolino, Pk, MM, X Mickey, frequentando stages
di disegno internazionale, per Witch e quello
con Cavazzano su Hemingway. Insomma, credo di
essermi costruito la fama del "lavoratore
affidabile" e forse per questo motivo non
ho mai avuto problemi con la redazione nč per
soldi, nč nei rapporti umani. Mi piacerebbe mantenere
questo status anche in futuro, senza perņ rinunciare
a guardarmi intorno e magari provare a realizzare
qualcosa di nuovo.
Ma in fondo, non dovrebbe essere questa l'aspirazione
di tutti coloro che lavorano nel fumetto?
Saluti a tutti da
Marco
Palazzi