| Top de Tops e ...
LO SCUDO DI THOR
Fuori rotta a causa di una tempesta, a sud delle Spitzbergen,
il pilota di un idrovolante postale
segnala l'avvistamento del relitto
di una nave, intrappolata tra i ghiacci
del pack. Il pilota ne da una descrizione
approssimata
via radio, poi lo si sente lanciare
un grido... poi più nulla. A bordo dell'aereo
si trovava anche il prof. Carrighan, insigne
studioso di storie nordiche, che approfittava
del passaggio per tornare in Inghilterra
dopo una serie di studi sui vichinghi
in Groenlandia.
Il cordoglio per l'incidente è enorme e poichè Carrighan era
un carissimo amico di Topolino de Tops,
questi si sente in dovere di organizzare
delle ricerche, nonostante tutti pensino
che sia ormai inutile.
Ma a parte l'aspetto umanitario, c'è un
altro motivo per cercare i dispersi: il
relitto della nave avvistata e incastrata
nel ghiaccio sembra essere quello della
Walkirye, una nave-laboratorio scomparsa
diversi anni prima con tutti l'equipaggio
e mai più ritrovata.
In effetti ci sono diversi misteri intorno
a questa nave: appartenente alla Birania,
una nazione guerrafondaia, si sospettava
che fosse adibita a laboratorio ultrasegreto
per ricerche segrete e non convenzionali.
Il fatto che il laboratorio fosse impiantato
proprio sulla nave la dice lunga sulla
volontà della Marina di Birania di conservare
l'assoluto segreto sulle ricerche e anche
di circoscrivere l'effetto di eventuali
incidenti di laboratorio.
Comunque la Walkirye, impegnata nel mare artico, era scomparsa diversi anni prima con tutto
l'equipaggio e sembra (ma la Birania non
ha diffuso molti dati) che ben due successive
spedizioni si siano concluse con un nulla
di fatto e con il mancato ritorno di tutti
i partecipanti.
Comunque a Topolino premono soprattutto
il prof. Carrighan e il pilota
dell'idrovolante che potrebbero essere
ancora vivi da qualche parte sulla banchisa
e si dà da fare per organizzare una spedizione
di soccorso. Per raggiungere quelle
estreme latitudini decide di rivolgersi
al celebre generale italiano Mobile che,
in qualità di esperto di volo polare,
consiglia di utilizzare un dirigibile,
unico mezzo in grado di avere l'autonomia
e la velocità necessarie in questo frangente.
I lavori partono immediatamente e ben presto il dirigibile
si leva in volo al comando dello stesso
Mobile e con Top De Top nella cabina ben
attento ad ogni operazione.
Purtroppo non è la stagione più propizia
e il dirigibile incontra venti sfavorevoli
e brutto tempo che rallentano il viaggio.
Inoltre accadono diversi incidenti che
mettono fuori combattimento diversi uomini
dell'equipaggio e uno capita allo stesso
Topolino che rischia di cadere fuori bordo.
Convinto di avere a bordo un sabotatore, Topolino indaga scoprendo
all'interno dell'involucro del dirigibile
un vano nascosto all'interno del quale
c'è una radio collegata a un qualche stazione
ricevente della Birania.
Topolino torna nella navicella e sta per
denunciare quanto ha scoperto quando l'ufficiale
motorista estrae una pistola, subito imitato
da altri membri dell'equipaggio che rivelano
tutti di essere agenti segreti della Birania
intrufolatisi a
bordo per dirottare il dirigibile
e indirizzarlo soprattutto alla ricerca
del relitto della Walkirye, fregandosene
del prof. Carrighan e del pilota. A questo
proposito, e per la prima volta, Topolino
sente i banditi nominare un misterioso
"scudo di Thor". Topolino cerca
di saperne di più, ma i banditi cambiano
bruscamente discorso.
Non c'è niente da fare. Le spie hanno il dominio del dirigibile
e nonostante il parere sfavorevole di
Mobile che teme il prossimo cattivo tempo,
puntano decisamente verso Nord.
Ma il maltempo cresce; i venti sono contrari, il ghiaccio si
accumula sul dirigibile che si appesantisce
e perde quota. Si tenta un atterraggio
di fortuna; il dirigibile urta la banchisa
e si sfascia provocando il distacco della
navicella con tutti gli occupanti che
resta sul ghiaccio. Alleggerito e preda
del vento il dirigibile risale bruscamente
portando con sé il solo Topolino, aggrovigliato
tra i cordami.
Topolino è in posizione molto critica: fa sempre più freddo
e lui è sospeso all'aperto e sferzato
dal vento. Riesce a risalire i cordami
fino a raggiungere l'involucro del dirigibile
che contiene le grandi sacche piene di
idrogeno. Apre le valvole e il dirigibile
perde quota mano a mano fino a posarsi
abbastanza dolcemente sul pack.
Topolino si costruisce alla meglio un rifugio con i rottami,
ma il freddo incalza e l'idrogeno rimasto
nel dirigibile lo sconsiglia di accendere
fuochi. La tempesta aumenta.
Quando finalmente si placa, tutto è semisepolto dalla neve
e dal ghiaccio.
Topolino è svenuto e non si salverebbe se non intervenisse
un altro personaggio inaspettato: Pipuk,
un cacciatore esquimese che sta vagando
lungo i bordi del pack con il suo kajak.
Pipuk porta via Topolino, lo rifocilla
(latte di foca? Puah!) e lo introduce
alla vita degli esquimesi. Pipuk è uno
dei più caratteristici esemplari: abilissimo
cacciatore e pescatore si vanta di conoscere
tutti i trucchi per sopravvivere tra i
ghiacci e capace di sfruttare tutto ciò
che offre quella desolata natura: non
ha neanche un pezzettino di metallo con
lui: tutti i suoi attrezzi sono fatti
di pelle, di osso o di legno (ricavato
da tronchi trasportati dalle onde). Lo
stesso Topolino deve lasciare i suoi vestiti
occidentali e vestire alla moda esquimese.
I due vagano per i ghiacci dove trovano incredibilmente intatto
l'idrovolante postale. Il relitto è bloccato
dal ghiaccio ma non è certamente precipitato.
Poco lontano, in una comunità di esquimesi
amici di Pipuk, i due trovano il prof.
Carrighan e il pilota dell'idro trasformati
in due perfetti abitanti artici, ma dimentichi
di tutto.
Incredibilmente, infatti, le loro menti hanno fatto tabula
rasa di tutto quello che c'è stato prima
dell'avvistamento della Walkirye e ora
vegetano in una inconsapevole stupidità
.
La Walkirye! Topolino si ricorda dell'obiettivo
secondario del loro viaggio e decide di
svelarne il mistero. Anche perchè, nel
suo borbottìo, il prof. Carrighan ha anche
lui parlato inconsapevolmente dello Scudo
di Thor. Che il Walkirye c'entri in qualche
modo?
Topolino riparte insieme a Pipuk che accetta di fargli da guida.
Durante il viaggio egli rimugina quanto
sa a proposito dello Scudo di Thor, ricordando
che proprio il prof. Carrighan aveva studiato
qualcosa in proposito, traducendo antiche
leggende vichinghe.
Durante una sosta e un'altra violenta tempesta, Topolino vede
levarsi all'orizzonte solcato dai fulmini,
un misterioso raggio quasi verticale che
punta verso il cielo. Calata la tempesta
i due marciano in direzione del raggio...
e si trovano di fronte al relitto della
Walkirye incastrata da decenni tra i ghiacci.
La nave è un vero laboratorio di inizio secolo, con una strana
struttura al centro della nave, sopra
coperta: Una specie di culla che contiene
un enorme blocco di ghiaccio verdastro
e traslucido. Il blocco è collegato radialmente
a grossi elettrodi sostenuti da enormi
isolatori (come quelli dei tralicci del'alta
tensione) e poi collegati a fini di rame
che salgono fino in cima all'albero maestro
a formare un enorme parafulmini, o meglio,
un catturatore di fulmini.
Nessuna traccia dell'equipaggio, ma sul giornale di bordo è
riportata notizia del ritrovamento dello
strano blocco costituito a quanto sembra
dello stesso materiale con cui era fatto
il mitico "Scudo di Thor" che
non
sembra essere quindi un mito, ma
un vero scudo, fatto di materiale
misterioso, con il quale, si dice,
si potevano scagliare terribili lampi
di energia capaci fulminare i nemici.
Topolino si illumina colpito, finalmente ricordando
una immagine vista in qualche antico
libro anni prima: un guerriero vichingo
in piedi su una roccia che alza lo scudo
di pseudoghiaccio, capace di riflettere
sui nemici lampi accecanti e stordenti.
La rivelazione gli fa
intuire come sono andate veramente
le cose:
I biraniani della Walkirye avevano scoperto un grosso blocco
di quel ghiaccio misterioso (caduto dal
cielo? Formatosi nelle profondità dell'Artico
a causa delle pressioni o di misteriose
reazioni chimiche? Quanti blocchi simili
ci saranno incastonati nel ghiaccio "normale"?)
e si erano messi a studiarlo sulla nave,
lontani da occhi indiscreti.
Collegandolo al parafulmine sull'albero avevano evidentemente
tentato esperimenti misteriosi... con
l'effetto di scatenare in modo incontrollabile
l'enorme potenza dello Scudo di Thor (qui
di proporzioni enormi) che aveva generato
quella specie di lampi laser (il laser
non esiste ancora a quei tempi, ma noi
sappiamo cos'è) capaci di stordire gli
esseri umani.
Non ci sono dubbi a questo punto che proprio gli effetti dello
Scudo, esaltati dai fulmini durante le
tempeste artiche, hanno rimbambito prima
i membri dell'equipaggio della nave e
poi tutti i partecipanti delle successive
spedizioni di soccorso. E anche il pilota
dell'idrovolante, colpito in volo da un
raggio sparato dallo Scudo di Thor - rimasto
collegato agli elettrodi per tutti questi
anni e quindi sempre ugualmente pericoloso
- è rimbambito pur essendo riuscito miracolosamente
ad atterrare.
Topolino realizza che lui e Pipuk non sono stati ugualmente
colpiti perchè non indossano nulla di
metallico. E' il metallo (un orologio,
una spilla, un'arma o un semplice bottone)
il catalizzatore degli effetti dello pseudoghiaccio
sulla mente umana.
Topolino e Pipuk sentono ugualmente una "vibrazione",
una "sofferenza" del cristallo
che fa soffrire loro, ma l'effetto e tutto
sommato sopportabile. Gli effetti però
rischiano di ingigantire all'arrivo di
una nuova tempesta che potrebbe scaricare
sull'albero e quindi sul cristallo la
potenza di nuovi fulmini.
Topolino decide di staccare gli elettrodi e poi si avvicina
al cristallo che, in un certo senso, gli
fa quasi pena, simile ad un essere sotto
tortura. Incredibilmente, stranamente,
la vibrazione si calma, e Topolino, posandosi
a scrutare la superficie traslucida, si
accorge di sentire un senso di sollievo.
Attraverso il ghiaccio Topolino
rivede se stesso più giovane mentre giocava
con la mamma, o mentre iniziava ad esplorare
il mondo insieme a Flip, il suo carissimo
cane ormai scomparso da tanti anni.
Messaggi piacevoli, insomma, ripescati dalla sua memoria grazie
ai poteri del cristallo per fargli capire
che quello che ha fatto è giusto?
Topolino non sa cosa pensare. Cos'è questo cristallo, in realtà?
Un freddo pezzo di materia, o un formidabile
strumento che, se ben usato, potrebbe
esaltare le capacità dell'uomo e renderlo
più felice? O una nuova terribile arma?
Mentre si interroga sgomento, Topolino sente un latrato di
cani. Si volta e vede all'orizzonte delle
mute che si avvicinano: sono le spie che
erano con lui sul dirigibile che
hanno trovato rinforzi e
seguito le sue tracce arrivando
al Walkirye.
Lo Scudo di Thor minaccia di diventare realtà nelle mani dei
guerrafondai della Birania. Topolino deve
impedirlo. Si sta avvicinando la tempesta.
Topolino afferra gli elettrodi staccati
dal ghiaccio e li collega in varie parti
della nave.
La tempesta scarica enormi fulmini mentre
le spie si avvicinano. Ormai gli effetti
del ghiaccio non sono più pericolosi e
le spie si stanno avvicinando rapidamente.
Un fulmine colpisce l'albero... poi un altro. La nave ne è
investita in pieno e comincia a bruciare.
Il ghiaccio che la imprigiona si scioglie.
Lo scafo si spacca e si rovescia, il blocco
misterioso di pseudoghiaccio precipita
in mare e affonda.
Quando arrivano le spie trovano solo pochi legni galleggianti.
Tutto è inutile e tornano indietro scornati
rinunciando anche alla vendetta per non
causare inutili incidenti diplomatici
(usando la radio della nave, Topolino
aveva inoltrato un rapporto dettagliato
all'ammiragliato)
Mentre lascia la zona, esausto sulla piroga di Pipuk , Topolino
ripensa a quanto è accaduto. Quelle visioni
generate dal ghiaccio erano vere o solo
frutto di suggestione? Da dove veniva
quella misteriosa sostanza? Topolino non
può che considerare perplesso quanto poco
sappiamo del pianeta che ci ospita e quanto
possa essere ricca misteriosa ogni cosa
che ci circonda, anche se spoglia e insignificante
come un pezzo di ghiaccio...
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