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 di Giorgio Pezzin, Manuela Marinato  & Co.

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SCRIVERE UN SOGGETTO

Prima di iniziare qualsiasi sceneggiatura, è necessario scriverne il soggetto, che non è altro che un breve racconto che "racconta" appunto l'idea narrativa che ne è alla base. 
Il soggetto è molto importante perchè serve a chiarire le idee all'autore (prima di tutto) e poi al potenziale editore che deve decidere se l'idea gli piace e se merita di essere realizzata.

Il soggetto quindi deve avere caratteristiche ben precise:
- Deve avere un buon contenuto; contenere cioè una storia che MERITA DI 
  ESSERE RACCONTATA. Questa è la caratteristica più importante,
  naturalmente.
- Non deve essere prolisso, ma catturare subito l'attenzione del lettore
- Deve sviluppare tutto il contenuto dell'idea, senza lasciare lati oscuri o poco
  chiari.

In breve il soggetto deve essere un piccolo racconto ben compiuto contenuto in una o due pagine (al massimo 3 per storie molto lunghe alla Bonelli).

Un consiglio: non innamoratevi troppo del soggetto della vostra storia: spesso occorre fare cambiamenti (per incongruenze, o perchè una storia simile esiste già e occorre fare qualcosa di diverso, perchè l'editore ha qualche esigenza particolare, ecc... insomma, il soggetto spesso DEVE essere cambiato (siamo o no professionisti?) e quindi occorre accettare con umiltà e serenità le critiche, anche se a prima vista non siamo d'accordo.
Ricordatevi che tutti quelli che lavorano per pubblicare hanno lo stesso scopo vostro: deve uscirne una bella storia!

Di seguito fornisco un esempio di soggetto: si tratta di una delle storie della serie "I Diari di Top De Tops": LO SCUDO DI THOR

Per questa storia ho pure preparato un trailer in flash che potete vedere qui sotto (se non lo vedete, dovete scaricare il FLASH PLAYER e leggere qui come si fa. E' facilissimo!)

 

TOPOLINO De TOPS e ...
LO SCUDO DI THOR

Chi ha letto la storia pubblicata noterà delle modifiche, rispetto al soggetto qui sotto.
Sono modifiche intervenute in fase di sceneggiatura ... e anche richieste dal disegnatore cui andava di disegnare una scena in modo un po' diverso da come l'avevo pensata io. Se uno è bravo come Massimo De Vita si può fare...


Top de Tops e ...
LO SCUDO DI THOR

Fuori rotta a causa di una tempesta, a sud delle Spitzbergen,  il pilota di un idrovolante postale  segnala l'avvistamento del relitto di una nave, intrappolata tra i ghiacci del pack. Il pilota ne da una descrizione approssimata  via radio, poi lo si sente lanciare un grido... poi più nulla. A bordo dell'aereo si trovava anche il prof. Carrighan, insigne studioso di storie nordiche, che approfittava del passaggio per tornare in Inghilterra dopo una serie di studi sui vichinghi in Groenlandia.

Il cordoglio per l'incidente è enorme e poichè Carrighan era un carissimo amico di Topolino de Tops, questi si sente in dovere di organizzare delle ricerche, nonostante tutti pensino che sia ormai inutile.
Ma a parte l'aspetto umanitario, c'è un altro motivo per cercare i dispersi: il relitto della nave avvistata e incastrata nel ghiaccio sembra essere quello della Walkirye, una nave-laboratorio scomparsa diversi anni prima con tutti l'equipaggio e mai più ritrovata.
In effetti ci sono diversi misteri intorno a questa nave: appartenente alla Birania, una nazione guerrafondaia, si sospettava che fosse adibita a laboratorio ultrasegreto per ricerche segrete e non convenzionali. Il fatto che il laboratorio fosse impiantato proprio sulla nave la dice lunga sulla volontà della Marina di Birania di conservare l'assoluto segreto sulle ricerche e anche di circoscrivere l'effetto di eventuali incidenti di laboratorio.
Comunque la Walkirye, impegnata  nel mare artico, era scomparsa diversi anni prima con tutto l'equipaggio e sembra (ma la Birania non ha diffuso molti dati) che ben due successive spedizioni si siano concluse con un nulla di fatto e con il mancato ritorno di tutti i partecipanti.

Comunque a Topolino premono soprattutto  il prof. Carrighan e il pilota dell'idrovolante che potrebbero essere ancora vivi da qualche parte sulla banchisa e si dà da fare per organizzare una spedizione di soccorso. Per raggiungere quelle  estreme latitudini decide di rivolgersi al celebre generale italiano Mobile che, in qualità di esperto di volo polare, consiglia di utilizzare un dirigibile, unico mezzo in grado di avere l'autonomia e la velocità necessarie in questo frangente.  

I lavori partono immediatamente e ben presto il dirigibile si leva in volo al comando dello stesso Mobile e con Top De Top nella cabina ben attento ad ogni operazione.
Purtroppo non è la stagione più propizia e il dirigibile incontra venti sfavorevoli e brutto tempo che rallentano il viaggio.
Inoltre accadono diversi incidenti che mettono fuori combattimento diversi uomini dell'equipaggio e uno capita allo stesso Topolino che rischia di cadere fuori bordo.

Convinto di avere a bordo un sabotatore, Topolino indaga scoprendo all'interno dell'involucro del dirigibile un vano nascosto all'interno del quale c'è una radio collegata a un qualche stazione ricevente della Birania.
Topolino torna nella navicella e sta per denunciare quanto ha scoperto quando l'ufficiale motorista estrae una pistola, subito imitato da altri membri dell'equipaggio che rivelano tutti di essere agenti segreti della Birania intrufolatisi a  bordo per dirottare il dirigibile e indirizzarlo soprattutto alla ricerca del relitto della Walkirye, fregandosene del prof. Carrighan e del pilota. A questo proposito, e per la prima volta, Topolino sente i banditi nominare un misterioso "scudo di Thor". Topolino cerca di saperne di più, ma i banditi cambiano bruscamente discorso.

Non c'è niente da fare. Le spie hanno il dominio del dirigibile e nonostante il parere sfavorevole di Mobile che teme il prossimo cattivo tempo, puntano decisamente verso Nord.

Ma il maltempo cresce; i venti sono contrari, il ghiaccio si accumula sul dirigibile che si appesantisce e perde quota. Si tenta un atterraggio di fortuna; il dirigibile urta la banchisa e si sfascia provocando il distacco della navicella con tutti gli occupanti che resta sul ghiaccio. Alleggerito e preda del vento il dirigibile risale bruscamente portando con sé il solo Topolino, aggrovigliato tra i cordami.

Topolino è in posizione molto critica: fa sempre più freddo e lui è sospeso all'aperto e sferzato dal vento. Riesce a risalire i cordami fino a raggiungere l'involucro del dirigibile che contiene le grandi sacche piene di idrogeno. Apre le valvole e il dirigibile perde quota mano a mano fino a posarsi abbastanza dolcemente sul pack.

Topolino si costruisce alla meglio un rifugio con i rottami, ma il freddo incalza e l'idrogeno rimasto nel dirigibile lo sconsiglia di accendere fuochi. La tempesta aumenta.

Quando finalmente si placa, tutto è semisepolto dalla neve e dal ghiaccio.

Topolino è svenuto e non si salverebbe se non intervenisse un altro personaggio inaspettato: Pipuk, un cacciatore esquimese che sta vagando lungo i bordi del pack con il suo kajak.
Pipuk porta via Topolino, lo rifocilla (latte di foca? Puah!) e lo introduce alla vita degli esquimesi. Pipuk è uno dei più caratteristici esemplari: abilissimo cacciatore e pescatore si vanta di conoscere tutti i trucchi per sopravvivere tra i ghiacci e capace di sfruttare tutto ciò che offre quella desolata natura: non ha neanche un pezzettino di metallo con lui: tutti i suoi attrezzi sono fatti di pelle, di osso o di legno (ricavato da tronchi trasportati dalle onde). Lo stesso Topolino deve lasciare i suoi vestiti occidentali e vestire alla moda esquimese.

I due vagano per i ghiacci dove trovano incredibilmente intatto l'idrovolante postale. Il relitto è bloccato dal ghiaccio ma non è certamente precipitato. Poco lontano, in una comunità di esquimesi amici di Pipuk, i due trovano il prof. Carrighan e il pilota dell'idro trasformati in due perfetti abitanti artici, ma dimentichi di tutto.

Incredibilmente, infatti, le loro menti hanno fatto tabula rasa di tutto quello che c'è stato prima dell'avvistamento della Walkirye e ora vegetano in una inconsapevole stupidità .
La Walkirye! Topolino si ricorda dell'obiettivo secondario del loro viaggio e decide di svelarne il mistero. Anche perchè, nel suo borbottìo, il prof. Carrighan ha anche lui parlato inconsapevolmente dello Scudo di Thor. Che il Walkirye c'entri in qualche modo?

Topolino riparte insieme a Pipuk che accetta di fargli da guida. Durante il viaggio egli rimugina quanto sa a proposito dello Scudo di Thor, ricordando che proprio il prof. Carrighan aveva studiato qualcosa in proposito, traducendo antiche leggende vichinghe.

Durante una sosta e un'altra violenta tempesta, Topolino vede levarsi all'orizzonte solcato dai fulmini, un misterioso raggio quasi verticale che punta verso il cielo. Calata la tempesta i due marciano in direzione del raggio... e si trovano di fronte al relitto della Walkirye incastrata da decenni tra i ghiacci.

La nave è un vero laboratorio di inizio secolo, con una strana struttura al centro della nave, sopra coperta: Una specie di culla che contiene un enorme blocco di ghiaccio verdastro e traslucido. Il blocco è collegato radialmente a grossi elettrodi sostenuti da enormi isolatori (come quelli dei tralicci del'alta tensione) e poi collegati a fini di rame che salgono fino in cima all'albero maestro a formare un enorme parafulmini, o meglio, un catturatore di fulmini.

Nessuna traccia dell'equipaggio, ma sul giornale di bordo è riportata notizia del ritrovamento dello strano blocco costituito a quanto sembra dello stesso materiale con cui era fatto il mitico "Scudo di Thor" che non  sembra essere quindi un mito, ma un vero scudo, fatto di materiale  misterioso, con il quale, si dice, si potevano scagliare terribili lampi di energia capaci fulminare i nemici.

Topolino si illumina colpito, finalmente ricordando  una immagine vista in qualche antico libro anni prima: un guerriero vichingo in piedi su una roccia che alza lo scudo di pseudoghiaccio, capace di riflettere sui nemici lampi accecanti e stordenti. La rivelazione gli fa  intuire come sono andate veramente le cose:

I biraniani della Walkirye avevano scoperto un grosso blocco di quel ghiaccio misterioso (caduto dal cielo? Formatosi nelle profondità dell'Artico a causa delle pressioni o di misteriose reazioni chimiche? Quanti blocchi simili ci saranno incastonati nel ghiaccio "normale"?) e si erano messi a studiarlo sulla nave, lontani da occhi indiscreti.

Collegandolo al parafulmine sull'albero avevano evidentemente tentato esperimenti misteriosi... con l'effetto di scatenare in modo incontrollabile l'enorme potenza dello Scudo di Thor (qui di proporzioni enormi) che aveva generato quella specie di lampi laser (il laser non esiste ancora a quei tempi, ma noi sappiamo cos'è) capaci di stordire gli esseri umani.

Non ci sono dubbi a questo punto che proprio gli effetti dello Scudo, esaltati dai fulmini durante le tempeste artiche, hanno rimbambito prima i membri dell'equipaggio della nave e poi tutti i partecipanti delle successive spedizioni di soccorso. E anche il pilota dell'idrovolante, colpito in volo da un raggio sparato dallo Scudo di Thor - rimasto collegato agli elettrodi per tutti questi anni e quindi sempre ugualmente pericoloso - è rimbambito pur essendo riuscito miracolosamente ad atterrare.

Topolino realizza che lui e Pipuk non sono stati ugualmente colpiti perchè non indossano nulla di metallico. E' il metallo (un orologio, una spilla, un'arma o un semplice bottone) il catalizzatore degli effetti dello pseudoghiaccio sulla mente umana.

Topolino e Pipuk sentono ugualmente una "vibrazione", una "sofferenza" del cristallo che fa soffrire loro, ma l'effetto e tutto sommato sopportabile. Gli effetti però rischiano di ingigantire all'arrivo di una nuova tempesta che potrebbe scaricare sull'albero e quindi sul cristallo la potenza di nuovi fulmini.

Topolino decide di staccare gli elettrodi e poi si avvicina al cristallo che, in un certo senso, gli fa quasi pena, simile ad un essere sotto tortura. Incredibilmente, stranamente, la vibrazione si calma, e Topolino, posandosi a scrutare la superficie traslucida, si accorge di sentire un senso di sollievo.  Attraverso il ghiaccio Topolino rivede se stesso più giovane mentre giocava con la mamma, o mentre iniziava ad esplorare il mondo insieme a Flip, il suo carissimo cane ormai scomparso da tanti anni.

Messaggi piacevoli, insomma, ripescati dalla sua memoria grazie ai poteri del cristallo per fargli capire che quello che ha fatto è giusto?

Topolino non sa cosa pensare. Cos'è questo cristallo, in realtà? Un freddo pezzo di materia, o un formidabile strumento che, se ben usato, potrebbe esaltare le capacità dell'uomo e renderlo più felice? O una nuova terribile arma?

Mentre si interroga sgomento, Topolino sente un latrato di cani. Si volta e vede all'orizzonte delle mute che si avvicinano: sono le spie che erano con lui sul dirigibile che hanno trovato rinforzi e  seguito le sue tracce arrivando al Walkirye.

Lo Scudo di Thor minaccia di diventare realtà nelle mani dei guerrafondai della Birania. Topolino deve impedirlo. Si sta avvicinando la tempesta.
Topolino afferra gli elettrodi staccati dal ghiaccio e li collega in varie parti della nave.
La tempesta scarica enormi fulmini mentre le spie si avvicinano. Ormai gli effetti del ghiaccio non sono più pericolosi e le spie si stanno avvicinando rapidamente.

Un fulmine colpisce l'albero... poi un altro. La nave ne è investita in pieno e comincia a bruciare.
Il ghiaccio che la imprigiona si scioglie. Lo scafo si spacca e si rovescia, il blocco misterioso di pseudoghiaccio precipita in mare e affonda.

Quando arrivano le spie trovano solo pochi legni galleggianti. Tutto è inutile e tornano indietro scornati rinunciando anche alla vendetta per non causare inutili incidenti diplomatici (usando la radio della nave, Topolino aveva inoltrato un rapporto dettagliato all'ammiragliato)

Mentre lascia la zona, esausto sulla piroga di Pipuk , Topolino ripensa a quanto è accaduto. Quelle visioni generate dal ghiaccio erano vere o solo frutto di suggestione? Da dove veniva quella misteriosa sostanza? Topolino non può che considerare perplesso quanto poco sappiamo del pianeta che ci ospita e quanto possa essere ricca misteriosa ogni cosa che ci circonda, anche se spoglia e insignificante come un pezzo di ghiaccio...

 

 

 

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