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| Mi ero
appena appena appisolato che un urlo terrificante squarciò il silenzio
della notte ed un'acuminata zagaglia mi mancò di pochi millimetri. Feci
appena in tempo a voltarmi, che una torma di guerrieri urlanti e
seminudi si avventarono su di me con una furia mai vista. Pochi minuti dopo, ancora intontito e dolorante, mi svegliai legato mani e piedi ad una traversa di legno portata sulle spalle di due dei miei catturatori. Ero diventato una preda e quegli uomini misteriosi mi stavano trasportando da qualche parte. |
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| Pur terrorizzato e
ancora scosso, quella scomoda posizione non mi impediva di pensare e
soprattutto di analizzare i miei carcerieri. Quello che vedevo intorno a
me era incredibile: guerrieri maya nel ventesimo secolo! Possibile che proprio io avessi incontrato una tribù di quella antica civiltà, miracolosamente sopravvissuta in quel remoto angolo della foresta? |
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| Il cammino lungo il misterioso sentiero continuò per diverse ore finchè le mie più ardite supposizioni divennero certezza: al diradarsi della foresta apparve un grande villaggio, costruito sulla riva di un fiume, pieno di capanne che si assiepavano intorno ad un tempio imponente. I resti di una città perduta miracolosamente scampata alla furia dei Conquistadores e dove i superstiti di quella civiltà avevano continuato a vivere. | |||||
| Ma non avevo il tempo di stupirmi. Liberato
dai legami, fui rudemente gettato in una squallida cella ricavata
sotto il tempio. Cosa sarebbe stato di me? Sentivo che la mia esperienza di esploratore e la freddezza di studioso stavano per cedere alla paura per la mia sorte... |
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