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| Ero spaventato, ma
anche infuriato. Non avevo fatto nulla per essere trattato così da
quella gente. Anche nel folto della foresta, un minimo di buone maniere
non guasterebbe, per mille fulmini!
- FULMINI? E' proprio quello che ti servirà
per uscire di qui. |
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| Voltandomi sbalordito, mi trovai di fronte uno strano personaggio: alto, giovane, dall'aria simpatica e vestito con un meraviglioso costume variopinto che ne denotava il rango elevato. Un mantello gli copriva le spalle e un complicato diadema gli dava un aspetto regale. |
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| Eppure, con mio grande stupore,
lo sconosciuto si inchinò solennemente di fronte a me, presentandosi
con una formula vagamente rituale: - Sono PIPOTEPEC, assistente del sommo sacerdote PILPECO. Mi inchino con umiltà di fronte al potente IXTILCOCHIL, venuto dal cielo!- Ixtilcochil? E chi sarebbe questo tizio? - risposi sbalordito - E la risposta di Pipotepec mi lasciò letteralmente senza parole: - MA SEI TU, naturalmente! |
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| I maya paxtechi, i
guerrieri che ci hanno catturato, ti hanno RICONOSCIUTO subito; ho
sentito i loro discorsi mentre ti portavano qui. I paxtechi sono nemici giurati dei pilpechi, la mia gente, ma pur essendo più potenti e bellicosi non sono mai riusciti a sottometterci... e questo grazie a te, STRANIERO VENUTO DALLE STELLE, che già in un tempo passato decidesti di proteggerci! |
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| Dalle stelle? -
Balbettai, sempre più allibito. Ma Pipotepec non mi ascoltava e continuava con sguardo assente, rievocando fatti prodigiosi e antichissimi che, pur confondendosi nel mito, dovevano essergli stati tramandati nel corso di innumerevoli generazioni... |
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